Lettori fissi

venerdì 31 agosto 2012

Get a listen to the rain.



Così mi sembra giusto decantarla, tutta quest’acqua che scende. Quanto è bella la pioggia? Il suono, gli odori, il fresco, il freddo, l’acqua. Un cielo così brutto che se sei rinchiuso in casa sembra quasi bello da vedere. Ma non è solo bello. È un cielo pieno di cose da dire questo, butta fuori qualsiasi pensiero, e si sfoga di continuo. Se non sai ascoltare, la pioggia è inutile. E le nuvole diventano solo intralcio. 

È il viso di un uomo…vecchio, stanco, con mille rughe e un’espressione che gela. Se lo vuoi ascoltare, i suoi occhi sembrano quasi lucidi. La sua voglia di parlarti, di farti partecipe della sua espressione, trova finalmente conforto nel tuo inconsumabile e insaziabile bisogno di ascoltare. È ora che si sfoga un fiume di lacrime di parole ferme nel tempo, da qualche parte, nella vita di uno sconosciuto. Così ogni goccia che riempie quel cielo scuro dà finalmente una voce a tutte le melanconie degli uomini, vecchi, bambini, donne, animali, piante. Il cielo diventa bocca per qualsiasi parola non detta, non ascoltata, rifiutata da chi non ha voluto sentire. 

È triste la pioggia, forse è triste. Ma quanta felicità può darti la confessione di qualcuno che non conosci? Quanto può farti star bene sapere di essere lo scrigno delle paure di un altro? E sarebbe bello stare li sotto a farsi bagnare da ogni lacrima che decide di bagnare il nostro viso invece che quello del suo proprietario. Decide di stare su di noi, di condividere il suo peso con noi, di diventare nostra.
Perché in fondo è così… I pensieri, quelli che battono forte nella testa, non aspettano altro che essere condivisi con gli altri. E se trovano un muro, questi pensieri, non fanno che sbattere, e sbattere, e sbattere. Rimangono lì, fermi, sospesi, davanti al viso di qualcuno che non li accettati, non li ha voluti far parte di sé. Allora, per fortuna c’è la pioggia, che li unisce tutti! Tutti i pensieri del mondo! E butta fuori ogni singolo rancore, ogni parola non detta, non ascoltata, non accettata. Ogni volta che piove, almeno un uomo, nel mondo, è libero.
Mi chiedevo se non fosse proprio per questo che d’estate non piove. D’altro canto, d’estate siamo tutti meno disposti ad ascoltare. Eh sì, perché il caldo è atroce e il sole scotta e…non c’è vento. Sì. Dev’essere così, in estate non piove, perché nessuno potrebbe accettarlo. Nessuno avrebbe pazienza di ascoltare lacrime, goccie, sensazioni. Nessuno avrebbe voglia di farsi scrigno. E come biasimarci? Dopo un autunno e un inverno interi, passati ad ascoltare, diventiamo tutti un po’ egoisticamente protagonisti dei nostri pensieri.