Lettori fissi

domenica 25 maggio 2014

Stavo lì. Impotente.


Chiusero gli occhi e non lasciarono suonare nessuna nota di canzone scordata. Impalpabile il ritornello dell’acqua, sottofondo di una luna troppo leggera per gli alberi che sfioravano il ponte.


Se solo l’avessi vista questa scena. Immaginare i personaggi è stata la parte più grigia, tutto il resto mi abbracciava, mi teneva solidamente appesa a una realtà assolutamente completa, bella, vera. I sentimenti c’erano, straripavano. Non ti saresti trattenuto davanti a quella poesia. O gli occhi, o il cuore, o le tue parole avrebbero palpitato. Non esistevano virgole, solo qualche punto e a capo. Il fiume mi trascinava violento per incuriosirmi nel sapere l’orizzonte dietro le pietre sospese su di lui. Non ci crederesti se ti dicessi che i fiori dipingevano a meraviglia i dettagli. I salici piangenti erano magia. Nel tutto, stavo lì. Impotente. La natura dovrebbe sposarsi solo con l’amore. Il mio corpo era in una paralisi emotiva incontenibile. Ero sola con lei, la natura. Tu non c’eri. Senza te, io e lei eravamo metà.