Lettori fissi

martedì 30 settembre 2014

INDEFINITI ATTIMI



Sono attimi. Attimi che sogliamo non definire. Fermarli tra spazi incompresi e vuoti. Come buttare il silenzio tra le palpebre di chi guardiamo. Come veder volare il tempo senza dover pensare. Come chiedersi perché, tra tante fortune, nascere essere umano?


Sono tutte onde, momenti che continuano, uno dopo l’altro. Non ci tiene più niente. Scorre sempre più forte di noi. Cerchiamo di afferrare sensazioni di continuo ma non sono che singoli secondi più intensi del solito. Ci crediamo più forti del tempo, ma quando svanisce, è di nuovo tutto saturo.





Se ci si aiutasse a saldarli con pennelli, in un terreno più fertile delle nostre vite, allora sarebbe come alzare il volume. Più forte delle voci. Amplificare il tremore, i battiti in più, le paure, le gioie, le risa e le lacrime. E imprimerli. Anche solo per una volta.